Peggio no @maewe (bisogna sempre comprimere qualsiasi tipo di ferita penetrante, soprattutto toracica o addominale) ma che possa bastare, assolutamente NO.
Se non sono stati lesionati vasi importanti (l’aorta addominale si biforca più o meno a livello dell’ombelico nei due rami laterali dell’arteria iliaca comune, dietro la massa intestinale), considera che nel ‘basso ventre’ è collocato l’intestino tenue, una cui perforazione porterebbe inevitabilmente a peritonite e morte per setticemia in poco tempo (anche se c’è solo ferita penetrante del peritoneo senza lesione delle anse o, a maggior ragione, se è stata perforata una ansa e il materiale fecale ha contaminato la cavità peritoneale).
Poi, dipenderà dal calibro del proiettile (sul tipo di munizionamento sarebbe superfluo stare a discettare): una cosa è sei hai sparato con un cal.22 (proiettile che oltrepassa appena le fasce addominali), un’altra con un cal.38 (il proiettile penetra nella cavità addominale e lacera le anse intestinali) e un’altra ancora con un cal.45 o .357 Magnum… in quel caso il foro di entrata sarebbe delle dimensioni di una piattino da tè e quello di uscita di una pizza margherita formato famiglia con tutti gli intestini e parte della colonna vertebrale frullati a 15 metri di distanza a decorare le pareti.
Premere con entrambe le mani e l’ausilio di un tampone (asciugamano, straccio etc) e far chiamare il 118 tenendo il paziente sdraiato. Se c’è emorragia addominale venosa ma sono veloci ad accorrere e a trasfondere plasma expanders, forse @quartodisecolo si salva. Con emorragia arteriosa @quartodisecolo insegna agli angeli a guardare Neo che schiva le pallottole dell’Agente Smith. Se non c’è emorragia, viene estratto il proiettile in sala operatoria e Quarto si fa qualche settimana di pappa in vena e bestemmie sulla lingua (con lesione del colon, pure la cacca nel sacchetto).
Poi, in realtà, la cosa più probabile che mi succeda è essere investito da un’auto o morso da un cane quando vado ad allenarmi.
Le statistiche dicono che ci sono buone probabilità di sopravvivenza se l’auto che ti colpisce non procede a velocità superiori ai 30 km/h, in caso contrario la somma del danno da falciamento agli arti inferiori (frattura multipla di femore) e da impatto sul cofano (lesioni spinali, emorragia addominale e trauma cranico) rendono praticamente inutile qualsiasi tentativo di stabilizzare il paziente.
Se il cane non è addestrato ad azzannare alla gola, invece, ci sono buone probabilità che tu possa cavartela con una banale lacerazione muscolare degli arti inferiori (se è uno di quei cagnacci vigliacchi che ti azzannano da dietro) oppure con ferite lacero-contuse da difesa agli arti superiori se lo hai visto arrivare e hai cercato di proteggerti. Poi c’è il discorso del lyssavirus ma non vorrei annoiarti oltremodo @quartodisecolo.
A ‘sto punto mettiamoci anche le probabilità di morire restando a casa, a letto sotto le coperte, a guardare Netflix, e facciamo il confronto.
Mi fa molto piacere constatare come non mi riconosca in nessuno dei 14 punti. La cosa triste è mi sono addirittura sentito rimproverare in passato di non aderire ad alcuni di questi punti, come ad esempio il culto della tradizione.
Cosa, di più, non saprei (si accettano suggerimenti).
Lavoro in un posto dove ogni giorno muore qualcuno, di solito piuttosto male, a causa di questa fissazione tanto 1950 di dover far campare la gente inscheletrita, piena di tubi e piaghe da decubito. Ma si fa quello che si deve fare. Tengo in ambulatorio i bimbi dei rifugiati mentre i genitori sono dagli assistenti sociali (credevate che Mr.Buffo Pallo fosse un invenzione?) Mi fermo sempre con la macchina se vedo che qualcuno litiga/sta male ha bisogno di aiuto e un giorno troverete il mio cadavere in un fosso. Sto ad ascoltare i regazzetti e le regazzette che mi telefonano disperati la sera perché la vita non ha significato e/o credono di essere incinta/avere l’aids. Abbiamo accolto una ragazzina in casa per una settimana e la madre l’ha abbandonata. Da noi. In casa nostra. L’ha lasciata a noi. Vado nella grande città (Milano) e vedo gente sotto i portici che non ha nemmeno la forza di alzarsi da terra. Gli compro il pranzo da McDonald, pur sapendo che sarà uno solo su 364. Porto i sacchi di sabbia durante l’alluvione e prendo su perché indosso la stessa cerata degli operai del comune che non si sono fatti vedere. E copro con un sacchetto gli altrui finestrini lasciati aperti quando minaccia di piovere e mi fermo a prendere i cani in mezzo alla strada e ogni mattina faccio la spola per portare i ragazzi extracomunitari appiedati a montare in turno in prosciuttificio e catturo e libero topi/faine/volpi e raccatto la sporcizia sui bordi delle strade quando porto Cthulhu a spasso e infine sono diventato pure vegetariano perché, salvo suggerimenti, non mi viene in mente cosa potrei fare più di così senza prendere e andarmene con Medici Senza Frontiere (cosa che avrei già fatto anni fa se allora non avessi avuto una figlia che aveva bisogno di me).
Immaginatemi come un prete ma senza la cazzata dell’astinenza sessuale e del nvlla salvs extra ecclesiam; una via di mezzo tra Obi Wan Kenobi, David Carradine in Kung Fu e Morgan di The Walking Dead ma per autodifesa anche un po’ Don Zauker, quindi fatemi il grossissimo favore di NON STRACCIARMI IL CAZZO sbraitandomi dallo schermo ‘E TU CON I TUOI DISCORSI BUONISTI COSA STAI FACENDO PER FERMARE I FASCISTI IN ITALIA?!’.
Di sicuro cerco di evitare di lussarmi le dita a forza di picchiare proclami sulla mia tastiera, nel buio isterico della mia camera o nella frustrazione del mio ufficio, perché queste mi servono per continuare a fare quel po’ che sto facendo contro la mancanza di empatia, contro la solitudine, l’insensibilità, l’ignoranza e, visto che il termine vi è molto caro, contro il ‘fascismo’ (che è un po’ più che fare il saluto romano e urlare DVX MEA LVX!)
Con la mano sul cuore: potete dire la stessa cosa?