I was
working with two clients: a man and his granddaughter. I was rebuilding his
website and online store, while his granddaughter acted as a technology
translator and go between. The
grandfather had ranted to me numerous times that Millennials are
ruining everything because they’re so ungrateful, spoiled, rude, and demanding. His
granddaughter is a recently licensed chemical engineer and I’m rebuilding his
precious site. He seemed oblivious both she and I are Millennials.We had a meeting arranged for the
afternoon, but unfortunately I developed a cluster migraine around lunch. I
don’t know how much you know about those, but there is no carrying on when you have
one. I sent an email to both the grandfather and granddaughter explaining why I
had to cancel.I received two very different responses.
Granddaughter: It’s ok! Migraines run in my family,
too. We completely understand. Feel better soon!Grandfather: UNACCEPTABLE THIS IS COMPLETELY
UNPROFESSIONAL OF YOU TO CANCEL LIKE THIS I SHOULD FIND SOMEBODY ELSE TO BUILD
MY SITE THIS IS SO TYPICAL OF A
MILLENNIAL I SHOULD HAVE SEEN IT COMING YOU’RE USELESS AND I DEMAND
A REFUND.Yes sir, the Millennials sure are the
rude and demanding ones.
Categoria: Senza categoria
hanno vaporizzato il reparto di assistenza clienti. le due PM sono state licenziate, i tre dipendenti di manovalanza rimessi in Staff.
nel frattempo ci sono tre apprendisti a cui hanno detto di cominciare a cercarsi da soli un altro lavoro perché l’azienda non si può permettere né di tenerli né di licenziarli. due copy non verranno riconfermate. un frontend non verrà riconfermato. stiamo aspettando che due PM salgano a dirci che anche loro non verranno riconfermati perché a p.iva ed è facile mandarti via con partita iva, anche se hai salvato letteralmente il culo alla tua azienda nell’ultimo anno e ce ne sono altri che invece sono totalmente inutili.insomma, ci stanno dimezzando.
io piango dalle 10 di questa mattina perché pensavo che il mio futuro non potesse essere più nero del ritorno del populismo fascista, ma mi sbagliavo.
ah, e domani è il mio compleanno.grazie vita.
Ma a te devono ancora far sapere, o ti hanno già detto se resti o se vai?
Quando hai davvero chiuso una questione dentro di te, non hai bisogno di dichiararlo.
Una calma lieve si impossessa della tua persona.
Se, al contrario hai bisogno di ufficializzarlo e trovi pace solo così, ci sei ancora dentro.
Hai ancora bisogno di scatenare una reazione, hai bisogno dell’altra parte, non ci vuoi rinunciare.
La faccenda può considerarsi superata solo quando non te ne importa più niente.
(via misterdoor)
Il signor Paternazzi è nella cabina elettorale. Dentro e fuori la cabina in questo momento è il 4 dicembre 2016, giorno del referendum sulla riforma costituzionale. Che è poi il motivo per cui Paternazzi è nella cabina. Tutto quindi appare piuttosto regolare.
Sono le 8.43, Paternazzi è andato sul presto un po’ per evitare code un po’ perché è una bella domenica di sole, e una passeggiata in montagna prima di pranzo ci sta bene. Ha la matita copiativa in mano, il foglio col quesito referendario aperto davanti a sé. Sta per tracciare una croce.
Lo ferma una specie di rapidissimo lampo che illumina le pareti della cabina elettorale. Per un attimo pensa a un’esplosione, al terrorismo, alle robe dei telegiornali, ma capisce subito che non è scoppiato niente. Tutto è rimasto intatto, solo che adesso accanto a lui c’è un tizio. Paternazzi più che spaventato è confuso. Non si può mica entrare in cabina quando c’è un altro, è il regolamento. Almeno così gli pare. E poi non capisce da dove sia sbucato fuori. Forse dalla luce, ma che stranezza. Lo guarda curioso e per prima cosa nota che ha uno stile di abbigliamento che gli piace.
Poi Paternazzi guarda in faccia questo tizio comparso dal nulla e trasecola. Paternazzi, c’è da credergli, non aveva mai trasecolato in vita sua, ma questa volta proprio non riesce a trattenersi, e allora trasecola. Il tizio, detta in breve, è lui stesso. Non proprio lui identico, ma è lui. Lui Paternazzi, nel senso.
Un po’ più vecchio, un po’ più magro, con questa barba leggera, bianca, non troppo lunga. Gli sta proprio bene, dovrebbe provarla. Porcatrota!, comunque, è proprio lui! Sta per chiedergli e quindi chiedersi che diavolo succede, chi è (cioè, lo sa chi è, in un certo senso, ma gli viene proprio da chiederglielo), cosa succede, com’è arrivato lì. Ma il tizio, l’altro Paternazzi, parla prima.
«Non ho molto tempo. Da un momento all’altro potrei sparire in un lampo di luce, quindi ascoltami attentamente. Già hai intuito che tu e io siamo la stessa persona. Sono qui per avvertirti. Lo so che in questo momento ti appare tutto folle, ma devi fidarti di me, anzi, di te stesso. Io vengo dal futuro, un futuro neanche troppo lontano, e ho visto le conseguenze della tua scelta. Conseguenze tragiche, catastrofiche, che non ci hanno lasciato scampo. L’unico modo per evitare questa tragedia è cambiare il passato, per questo sono qui. Molti sono morti per farmi arrivare fino a te. Per concedermi questi pochi istanti. Ti prego, salvaci, vota… », e in un lampo simile al precedente il Paternazzi del futuro scompare.
Paternazzi, quello del presente, è lì immobile, nella cabina elettorale tornata normalmente affollata. La matita copiativa sempre in mano. È ancora voltato verso quel suo viso un po’ più anziano che non c’è più. Gli stava davvero bene un po’ di barba.
Porcatrota!, pensa Paternazzi, non ho mica capito cosa devo votare. Ero già indeciso prima, figurati adesso. Possibile poi che basti il mio voto per fare quel gran casino? Mi pare strano. Oppure sono tornati tutti indietro dal futuro, in ogni cabina elettorale, e hanno fatto lo stesso discorso. Oddio, magari gli altri l’hanno detto subito, cosa toccava votare. Io ho questo problema che mi dilungo, e infatti non ho fatto in tempo a dirmelo. Adesso che lo so, quando torno indietro nel tempo fino a qui me lo dico subito, cosa devo votare, e risolvo il problema. Intanto però, cosa voto? Sì o no? Mh.
Ci riflette un po’ su, Paternazzi.
Però scusa, pensa poi Paternazzi, uno vale l’altro, tanto se è la scelta sbagliata prendo, torno indietro nel tempo, vengo qui e mi dico cosa votare. Me lo dico subito però, poi faccio il discorso. Ci sto bene attento, ché lo so che ho questa tendenza a farla lunga, invece di arrivare dritto al dunque.
Paternazzi traccia una croce, chiude la scheda e esce dalla cabina, dopo un’ultima occhiata per vedere se il se stesso del futuro ha lasciato qualcosa. Invece niente.
Mette la scheda nell’urna, riprende la tessera elettorale, saluta e se ne va.
In macchina, salendo in montagna immerso nel sole, pensa che per stare proprio sicuri è meglio se non si fa crescere quel po’ di barba, anche se gli stava davvero bene.

Venerdi’ sera sono andato via che funzionava tutto, stamattina non va un cazzo.
Si comincia bene. Sara’ un lungo lunedi’.

(via Chi ha paura del buio)
Belleville 2016
Belleville, il capro espiatorio, ah meraviglia…
Era inverno a Belleville e c’erano cinque personaggi. Sei contando la lastra di ghiaccio. Sette, anzi, con il cane che aveva accompagnato il Piccolo dal panettiere. Un cane epilettico, con la lingua che gli penzolava da un lato….
(cinque, considerando che il biondino frontalmente nazionale si trasforma in fiore sulla lastra di ghiaccio)
La Fata Carabina, di Pennac. Bellissimo libro, e bellissima saga, quella dei
Malaussène.
L’art 70 della nostra costituzione:
Era:
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere
Con la riforma sarà:
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma.
Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L’esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati
come se fosse antani, anche per il direttore, la supercazzola con scappellamento (a destra)
Buona fortuna a tutti











