ExoMars: i sei strumenti italiani alla conquista di Marte

L’Italia è in prima linea con la sua tecnologia. La missione, che è costata 1,3 miliardi di euro, si articolerà in due fasi: nella prima, che inizierà appunto lunedì, verrà lanciato un veicolo che resterà nell’atmosfera di Marte per sette anni a raccogliere dati e una seconda che prevede, dal 2018, un rover (“ExoMArs”, appunto) che perforerà la superficie del pianeta in cerca di tracce di vita. Il made in Italy è ben rappresentato, con il nostro Paese che è il più grande contributore europeo al programma.

Il modulo di discesa Schiaparelli

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Chiamato così in onore dell’astronomo italiano Giovanni Schiaparellia cui si deve una mappa della superficie di Marte nel XIX secolo. Il modulo (che tecnicamente è un lander Edm (Entry, Descent and Landing Demonstrator Module)) di entrata, discesa e atterraggio entrerà nell’atmosfera marziana a 21 mila chilometri all’ora orari e userà paracaduti e razzi per frenare fino a meno di 15 chilometri all’ora prima di atterrare meno di otto minuti più tardi.

Il trapano che perforerà il suolo di Marte 

Si tratta di una trivella realizzata dalla Selex ES e testata dall’azienda del gruppo Finmeccanica in un laboratorio speciale alle porte di Nerviano, in Lombardia. In questa struttura, è stato ricreato un “pezzo"di Marte, un campione di terreno che riproduce le stratificazioni della superficie marziana e su cui è stata sperimentata la trivellazione. E’ montato sul rover che partirà nel 2018 e che è sviluppato da Thales AS.

DREAMS (Dust characterization, Risk assessment and Environment Analyser on the Martian Surface)

Che tempo fa su Marte? Questo strumento, che si troverà a bordo del modulo Schiaparelli e la cui realizzazione è opera dell’Agenzia Spaziale Italiana, permetterà di misurare parametri meteorologici (pressione, umidità, temperatura, velocità e direzione del vento, radiazione solare) del Pianeta Rosso e del campo elettrico in prossimità della superficie di Marte. In particolare, è la prima volta che si indagheranno i campi elettrici sulla superficie marziana, che potrebbero nuocere agli strumenti umani o allo stesso uomo. Il responsabile scientifico di questo strumento è Francesca Esposito dell’ INAF – Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli.

AMELIA (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analysis)

Strumento che avrà lo scopo di creare un modello dell’atmosfera marziana sfruttando i dati raccolti dai sensori durante la discesa del lander Schiaparelli. Il responsabile scientifico di questo strumento sarà Francesca Ferri dell’Università di Padova.

MA_MISS (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies)

Qusto strumento ci racconterà la storia geologica di Marte e ci dirà se c’è la vita sottoterra. E’ uno spettrometro inserito all’interno della trivella che analizzerà l’evoluzione geologica e biologica del sottosuolo marziano. La responsabile principale è Maria Cristina de Sanctis, dell’INAF/IAPS, Roma, Divisione Sistemi Avionici e Spaziali di Finmeccanica).

INRRI (INstrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigations)

Microriflettore laser dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Anche questo è montato sul modulo Schiaparelli. E’ il primo di una futura rete di "punti di riferimento” che saranno lasciati su Marte per questioni legate alla geodesia del Pianeta e per testare la Relatività Generale.

ExoMars: i sei strumenti italiani alla conquista di Marte

Le fasi della procedura di ammartaggio del Lander Schiaparelli (i famosi “6 minuti di terrore”):

1) Schiaparelli entra nell’atmosfera marziana
Tempo: 0 s
Altitudine: 121 km
Velocità 21.000 km/h

2) Protezione durante l’areofrenaggio con scudo termico
Tempo: 1m 12s
Altitudine: 45 km
Velocità: 19.000 km/h

3) Apertura del paracadute
Tempo: 3m 21s
Altitudine: 11 km
Velocità: 1700 km/h

4) Distacco dello scudo e accensione del radar
Tempo: 4m 1s
Altitudine: 7 km
Velocità: 320 km/h

5) Espulsione del paracadute e del retro della capsula
Tempo: 5m 22s
Altitudine: 1.2 km
Velocità: 240 km/h

6) Accensione dei propulsori (sì, razzi! 😀 non ce ne andiamo più rimbalzando in giro negli airbag come Spirit e Oppy)
Tempo: 5m 23s
Altitudine: 1.1 km
Velocità: 250 km/h

7) Spegnimento dei propulsori
Tempo: 5m 52 s ( 29 secondi di accensione)
Altitudine: 2 m
Velocità: 4 km/h

8) Ammartaggio!
Tempo: 5m 53 s
Altitudine: 0
Velocità: 10 km/h

(via Chi ha paura del buio)

Particelle alimentari – Il Sole 24 Ore

giornicomeore:

firewalker:

consideralaragosta:

Minchia. @firewalker che ne pensi?

Io penso che sia una figata pazzesca.

I ragionamenti sono corretti: non c’è carne per tutti ma tutti la vogliono, prossimamente alghe e insetti faranno parte della nostra dieta (no, non tra 100 anni, probabilmente tra meno dei 15 detti nell’articolo) e molta gente dovrà avere piacere nel mangiare indipendentemente dall’origine del cibo. Una bistecca di fagioli non soddisfa chi è abituato alle salamine, cambiando il sapore forse si riesce a convincerlo che i fagioli sono più a buon mercato (per il mondo) e più salutari della salamina.

Citando la razione K nominata nel testo, i soldati la detestavano perché era immangiabile, però era nutrizionalmente adeguata. Come l’avrebbero presa con un altro sapore?

Io trovo che sia un campo che promette molte belle cose (indipendentemente dalla poetica sparizione della fragola descritta)

forse erano volutamente insipide per evitare psicosi e accanimenti ?

Solo io ho pensato ai lieviti di Micogeno, il settore di Trantor ?

Particelle alimentari – Il Sole 24 Ore