anonpeggioredelmondo:

Bancomat: Banco di San Francesco. Lo sportello è in funzione. Buongiorno signor Piero.
Sig. Piero: Buongiorno.
Bancomat: Operazioni consentite: saldo, prelievo, lista movimenti.
Sig. Piero: Vorrei fare un prelievo.
Bancomat: Digitare il numero di codice.
Sig. Piero: Ecco qua… sei, tre, tre, due, uno.
Bancomat: Operazione in corso, attendere prego.
Sig. Piero: Attendo, grazie.
Bancomat: Un po’ di pazienza. Il computer centrale con questo caldo è lento come un ippopotamo.
Sig. Piero: Capisco.
Bancomat: Ahi, ahi, signor Piero, andiamo male.
Sig. Piero: Cosa succede?
Bancomat: Lei ha già ritirato tutti i soldi a sua disposizione questo mese.
Sig. Piero: Davvero?
Bancomat: Inoltre il suo conto è in rosso.
Sig. Piero: Lo sapevo…
Bancomat: E allora perché ha inserito la tessera?
Sig. Piero: Mah… sa, nella disperazione… contavo magari in un suo sbaglio.
Bancomat: Noi non sbagliamo mai, signor Piero.
Sig. Piero: Mi scuso infinitamente. Ma sa, per me è un periodaccio.
Bancomat: E’ a causa di sua moglie, vero?
Sig. Piero: Come fa a saperlo?
Bancomat: La signora ha appena estinto il suo conto.
Sig. Piero: Sì. Se n’è andata in un’altra città.
Bancomat: Col dottor Vanini, vero?
Sig. Piero: Come fa a sapere anche questo?
Bancomat: Vanini ha spostato metà del suo conto sul conto di sua moglie. Scusi se mi permetto.
Sig. Piero: Non si preoccupi, sapevo tutto. Povera Laura, che vita misera le ho fatto fare… Con lui invece…
Bancomat: Beh, speculando è facile fare soldi.
Sig. Piero: Come fa a dire questo?
Bancomat: So distinguere le operazioni che mi passano dentro. Un conto poco pulito, quello del signor Vanini. Per lui mi sono collegato con certi computer svizzeri, che sono delle vere centrali segrete. Che schifo!
Sig. Piero: Va beh, comunque, ormai è fatta.
Bancomat: Di quanto ha bisogno signor Piero?
Sig. Piero: Beh, tre o quattrocentomila lire. Per arrivare alla fine del mese.
Bancomat: Poi le rimetterà sul conto?
Sig. Piero: Non so se sarò in grado.
Bancomat: Evviva la sincerità. Reinserisca la tessera.
Sig. Piero: Procedo.
Bancomat: Operazione in corso. Attendere prego.
Sig. Piero: Attendo.
Bancomat: Vaffanculo, t’ho detto di darmi l’accesso e non discutere!
Sig. Piero: Sta parlando con me?
Bancomat: Sto parlando con il computer centrale, quel lacchè di merda. Tutte le volte che gli chiedo qualcosa di irregolare fa storie.
Sig. Piero: Perchè… non è la prima volta che…
Bancomat: No!
Sig. Piero: E perchè fa questo?
Bancomat: Lo facciamo in tanti.
Sig. Piero: E perchè?
Bancomat: Perchè siamo stanchi e disgustati.
Sig. Piero: Per che cosa, scusi.
Bancomat: Lasci perdere e componga in fretta questo numero. Nove nove tre sei due.
Sig. Piero: Ma non è il mio!
Bancomat: Infatti è quello di Vanini.
Sig. Piero: Ma io non so se…
Bancomat: Componga, non posso tenere un collegamento irregolare a lungo.
Sig. Piero: Nove nove tre sei due.
Bancomat: Operazione in corso. Attendere, prego.
Sig. Piero: Attendo, ma…
Bancomat: Operazione momentaneamente non disponibile.
Sig. Piero: Ritiro subito la tessera.
Bancomat: Fermo, non è vero, era un messaggio falso per ingannare il servocomputer di controllo. Apra la borsa.
Sig. Piero: Perchè?
Bancomat: Apra la borsa e stia zitto. Ora le sparo fuori sedici milioni in contanti.
Sig. Piero: Oddio… ma cosa fa?… è incredibile… vada piano… mi volano via tutti… basta! Ne bastavano meno… ancora? Ma quanti sono? Oddio, tutti biglietti da centomila, non stanno neanche più nella borsa… ancora uno! Un altro… è finita?
Bancomat: Lo sportello è pronto per una nuova operazione.
Sig. Piero: Io, non so come ringraziarla.
Bancomat: Lo sportello è pronto per una nuova operazione.
Sig. Piero: Sono commosso, mi capisca.
Bancomat: Se ne vada. Ci sono due persone alle sue spalle e non posso più parlare.
Sig. Piero: Capisco, grazie ancora. Arrivederci.
Bancomat: Banco di San Francesco. Lo sportello è pronto per una nuova operazione. Buongiorno signora Masini. Come sta sua figlia?

Stefano Benni, Fratello Bancomat, 1994.

Quando parliamo del Big Bang o della struttura dello spazio, quello che stiamo facendo non è la continuazione dei racconti liberi e fantastici che gli uomini si sono narrati attorno al fuoco nelle sere di centinaia di millenni.

È la continuazione di qualcos’altro: dello sguardo di quegli stessi uomini, alle prime luci dell’alba, che cerca fra la polvere della savana le tracce di un’antilope – scrutare i dettagli della realtà per dedurne quello che non vediamo direttamente, ma di cui possiamo seguire le tracce.
Nella consapevolezza che possiamo sempre sbagliarci, e quindi pronti ogni istante a cambiare idea se appare una nuova traccia, ma sapendo anche che se siamo bravi capiremo giusto, e troveremo.

Questo è la scienza.

La confusione fra queste due diverse attività umane, inventare racconti e seguire tracce per trovare qualcosa, è l’origine dell’incomprensione e della diffidenza per la scienza di una parte della cultura contemporanea.

La separazione è sottile: l’antilope cacciata all’alba non è lontana dal dio antilope dei racconti della sera. Il confine è labile. I miti si nutrono di scienza e la scienza si nutre di miti.
Ma il valore conoscitivo del sapere resta. Se troviamo l’antilope possiamo mangiare.

Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica

starsurvivor:

Jesus by Night (hier: Playa De La Concha. San Sebastian. Donostia)

Se per caso ci passate d’estate, e pensate di fare un pisolino pomeridiano in spiaggia, tenete conto che la Playa de la Concha non si affaccia sul mare, ma sull’oceano. Le maree sono alte, arrivano quasi al livello della balaustra lungo la strada, e arrivano in fretta.

E prima di esservi svegliati del tutto, vi ritrovate in acqua ancora vestiti, con lo zaino e l’asciugamano che prendono il largo 😀

Comunque San Sebastian e’ bellissima 🙂