Il limoncello è buono per le molotov?

kon-igi:

Spiegone: ogni liquido infiammabile ha un suo punto di fiamma (flash point) cioè a quale temperatura più bassa i suoi vapori sono infiammabili.
Per la benzina è 21°, quindi ottima, una molotov col limoncello dovresti lanciarla a qualcosa già avvolto da fiamme ardenti  (ed otterresti un inutile sbuffo, come quando metti il vino nella padella e poi fai saltare a fiamma viva).

Gli alcolici sono utili da 80 gradi (alcolici, ovviamente) in su.

Mi sono immaginato un black bloc che tira una molotov di limoncello in testa a un celerino in divisa antisommossa, e gli altri celerini intorno che brindano.

Devo smetterla di leggere il blog di kon in ufficio, non e’ professionale mettersi a ridere come un deficiente mentre gli altri lavorano 😀

European Space Agency announces plans to build a ‘Moon village’ by 2030

mindblowingscience:

Villages on the Moon built by huge 3D printers and inhabited for months at a time by teams of astronauts could be a reality in the next decade or so, a recent conference of 200 scientists, engineers, and industry experts has concluded.

Construction of this manned lunar base could begin in as little as five years, the European Space Agency (ESA) announced at their International Symposium on Moon 2020-2030 in the Netherlands last month, suggesting that a new Moon village could provide a potential springboard for future missions to Mars.

“The ESA space-exploration strategy sets the Moon as a priority destination for humans on the way to Mars,” NASA’s Kathy Laurini told Leonard David at Space.com. “The timing is right to get started on the capabilities which allow Europe to meet its exploration objectives and ensure it remains a strong partner as humans begin to explore the Solar System.”

Continue Reading.

European Space Agency announces plans to build a ‘Moon village’ by 2030

gargantua:

lizaveta:

fine-analista:

Ho un problema con le pile di libri. Mi si formano spontaneamente tutt’attorno e invadono la camera. Giuro, non so come mai ma si creano. Ad ora, per esempio, ho tre pile di libri sul letto, più una sulla scrivania, più una in fieri qui, vicino al computer. Io non faccio nulla per spronarle. Irene mi ha mandato il link di un documentario, possibile visione di stasera, e nei primi cinque minuti c’è una signora, una professoressa universitaria, completamente circondata da pile di libri. L’ho vista e ho pensato: eccomi. Ho scritto a Irene: nel tuo documentario c’è una vecchia che ha il mio stesso problema, mi ha risposto: anche mio zio è così, dovreste fare una pagina facebook per condividere il vostro dramma.  

anch’io

Ci faccio magra figura, la mia foto è orripilante e ho da poco spostato 2 pile sulla scrivania dunque la mia “torre di Babele” da comodino oggi è misera…

Io prima o poi ci rimango sotto.

image

CBS e Paramount fanno causa ad “Axanar”, fanfilm di Star Trek: è troppo ben fatto | Il Disinformatico

heresiae:

Sembra proprio, insomma, che finché si tratta di fanfilm così così, a Paramount e CBS va bene che i fan usino i loro marchi, perché in fin dei conti contribuiscono (gratis) a mantenere popolari quegli stessi marchi; ma se un fanfilm rischia di essere migliore delle loro produzioni, allora cala la scure della legge.

già non avevo intenzione di vedere Beyond e molto probabilmente non vedrò la prossima serie (la scrivono gli stessi due stronzi che hanno scritto i film di Abrams, ma anche no grazie), figuratevi quanta voglia possa avere ora.
non vedo proprio l’ora di vedere Axanar.

Questo Axanar non lo conoscevo. Grazie per la segnalazione !

Cercherollo immantinente, sembra molto interessante.

CBS e Paramount fanno causa ad “Axanar”, fanfilm di Star Trek: è troppo ben fatto | Il Disinformatico

Testando il mese gratuito di Netflix

itcouldbeworseitcouldberaining:

gigiopix:

heresiae:

3nding:

Me la ricordo bene la mia espressione la sera di fine dicembre di tre anni fa, quando uno dei coinquilini in quel di Philadelphia accese la Wii e fece partire Netflix, era la stessa faccia dei bambini a cui fai il trucco della moneta dietro l’orecchio.

Da qualche giorno ho deciso di provare Netflix in promozione attraverso la PS3 e la mia espressione è identica a quella dei bambini a cui hai appena rivelato che Babbo Natale non esiste.

In breve:

Se siete avidi  consumatori di cinema e televisione il parco titoli vi apparirà abbastanza scarno e non sembra al momento poter giustificare una spesa successiva di quasi dieci euri al mese (aumentate gli euri se volete utilizzare il servizio su più dispositivi contemporaneamente).

La carenza di sottotitoli in lingue che non siano inglese e italiano è imbarazzante, lo è ancor di più considerato che il servizio funziona via internet e non c’è la possibilità di scaricare e aggiungere sottotitoli di terze parti.

La navigazione tra sezioni è macchinosa e non è possibile ordinare i titoli utilizzando altri criteri (es. anno, ordine alfabetico.. etc.)

La gestione dell’account e il logout sono macchinosi su tutti i dispositivi.

Non è possibile selezionare la qualità dello streaming video.

In parole povere: è l’ombra del Netflix statunitense, ma costa anche decisamente meno rispetto alla controparte a stelle e strisce.

infatti se non avessi già avuto una buona VPN installata col piffero proprio

Due piccole correzioni:

1) da browser si possono caricare sottotitoli di terze parti. Ad esempio quelli di Itasa.

2) non serve necessariamente una vpn per accedere ai contenuti usa, bastano estensioni o dns alternativi, tipo proxy for netflix o unlocator

Testando il mese gratuito di Netflix

heresiae:

3nding:

Me la ricordo bene la mia espressione la sera di fine dicembre di tre anni fa, quando uno dei coinquilini in quel di Philadelphia accese la Wii e fece partire Netflix, era la stessa faccia dei bambini a cui fai il trucco della moneta dietro l’orecchio.

Da qualche giorno ho deciso di provare Netflix in promozione attraverso la PS3 e la mia espressione è identica a quella dei bambini a cui hai appena rivelato che Babbo Natale non esiste.

In breve:

Se siete avidi  consumatori di cinema e televisione il parco titoli vi apparirà abbastanza scarno e non sembra al momento poter giustificare una spesa successiva di quasi dieci euri al mese (aumentate gli euri se volete utilizzare il servizio su più dispositivi contemporaneamente).

La carenza di sottotitoli in lingue che non siano inglese e italiano è imbarazzante, lo è ancor di più considerato che il servizio funziona via internet e non c’è la possibilità di scaricare e aggiungere sottotitoli di terze parti.

La navigazione tra sezioni è macchinosa e non è possibile ordinare i titoli utilizzando altri criteri (es. anno, ordine alfabetico.. etc.)

La gestione dell’account e il logout sono macchinosi su tutti i dispositivi.

Non è possibile selezionare la qualità dello streaming video.

In parole povere: è l’ombra del Netflix statunitense, ma costa anche decisamente meno rispetto alla controparte a stelle e strisce.

infatti se non avessi già avuto una buona VPN installata col piffero proprio

Due piccole correzioni:

1) da browser si possono caricare sottotitoli di terze parti. Ad esempio quelli di Itasa.

2) non serve necessariamente una vpn per accedere ai contenuti usa, bastano estensioni o dns alternativi, tipo proxy for netflix o unlocator

biomorphosis:

Sapphirina copepod, a.k.a. “sea sapphire” is a tiny shrimp like crustacean that makes up the bottom of the food chain. The microscopic layers of crystal plates inside their cells catch light and reflect back different hues, from bright gold to deep blue that resembles like a gem. 

When they’re abundant near the water’s surface the sea shimmers like diamonds falling from the sky. Japanese name this kind of water, “tama-mizu”, jeweled water. Combine this nifty trick with the sea sapphire’s impressively transparent body, and you have an animal as radiant as a star in one moment, and invisible in the next.

Si parlava con amici di protesi robotiche e dei rischi che potrebbero emergere quando queste fossero legate a tecnologie proprietarie con poca o nulla compatibilità tra modelli concorrenti. Come funzionano gli standard in questi casi? Per fare un esempio meno fantascientifico, pacemaker e batterie sono compatibili tra produttori diversi?

kon-igi:

No, scusa… sto ancora ridendo al pensiero del tipo privo degli arti superiori che scansa gli schiaffi che si danno le braccia bioniche di due ditte produttrici concorrenti.

Non ho una grande esperienza in merito ma solitamente chi fornisce pacemaker, pompe sottocutanee o in genere dispositivi da impiantare ti dà un dispositivo ‘finito’ e la cui manutenzione prevede la sostituzione in blocco del dispositivo stesso (un esempio fra tutti, il pacemaker)… in parole povere è molto meno traumatico a livello chirurgico aprire per sostituire tutto; ’sti aggeggi non è che hanno uno slot vero e proprie per pile stilo e quando la batteria si esaurisce anche il dispositivo è meglio rinnovarlo. Per la batteria delle pompe idem e la ricarica di farmaco, che avviene ogni pochi mesi, in genere viene effettuata attraverso semplice iniezione del principio attivo oltre una membrana polimerica del dispositivo stesso.

Le protesi bioniche sono ancora agli esordi con un mercato limitato, anzi, in genere sono gratuite percé tu sei la cavia, e dubito che chi ne ha una abbandoni chi lo sta seguendo per preferire i ‘prezzi migliori’ della concorrenza. 

Io piu’ che della compatibilita’ e della interoperabilita’ tra modelli, mi preoccuperei del software. I pacemaker ad esempio, hanno in genere delle connessioni wifi o 3g, per la diagnostica remota. E in genere, come la maggior parte dei dispositivi biomedici, si basano su software chiuso e proprietario.

Ció li espone a potenziali rischi: i protocolli di comunicazione e il software di questi dispositivi, in genere, non vengono
progettati pensando alla sicurezza, ma solo alle funzionalita’. Si sono gia visti exploit che permettono di ottenere il controllo remoto sui dispositivi piu’ disparati, dalle auto (UConnect remote attack) ai dispositivi industriali e perfino alle centrali nucleari (Stuxnet).

E la chiusura dei sorgenti, li espone anche ad eventuali bug, che avrebbero potuto forse essere trovati, se il codice fosse stato accessibile e verificabile da chiunque. E’ il caso ad esempio della norvegese Marie Moe, che ha rischiato un collasso a causa di errori i configurazione del software del suo pacemaker.

Solar System: 2016 Preview

nasa:

What do we have planned for 2016? A return to the king of planets. A survey of mysterious Ceres. More postcards from Pluto. Anyone who follows solar system exploration in 2016 is in for quite a ride. Last year was one for the record books – and now here are 10 things to look forward to in the new year. See also: what we have planned agency wide for 2016.

Juno Arrives at Jupiter

July 4, 2016 is arrival day for the Juno mission, the first sent expressly to study the largest planet in the solar system since our Galileo mission in the 1990s. Humans have been studying Jupiter for hundreds of years, yet many basic questions about the gas world remain: How did it form? What is its internal structure? Exactly how does it generate its vast magnetic field? What can it tell us about the formation of other planets inside and outside our solar system? Beginning in July, we’ll be a little closer to the answers.

OSIRIS-REx Takes Flight

The OSIRIS-REx mission, short for Origins-Spectral Interpretation-Resource Identification-Security-Regolith Explorer, sets sail for an asteroid in September. The spacecraft will use a robotic arm to pluck samples from the asteroid Bennu to help better explain our solar system’s formation and even find clues to how life began.

Dawn Sees Ceres Up Close

After an odyssey of many years and millions of miles, in December the Dawn spacecraft entered its final, lowest mapping orbit around the dwarf planet Ceres. The intriguing world’s odd mountains, craters and salty deposits are ready for their close-ups. We can expect new images of the starkly beautiful surface for months.

Cassini Commences Its Grand Finale

In late 2016, the Cassini spacecraft will begin a daring set of orbits called the Grand Finale, which will be in some ways like a whole new mission. Beginning this year and extending into next, the spacecraft will repeatedly climb high above Saturn’s poles, flying just outside its narrow F ring 20 times. After a last targeted Titan flyby, the spacecraft will then dive between Saturn’s uppermost atmosphere and its innermost ring 22 times. As Cassini plunges past Saturn, the spacecraft will collect rich and valuable information far beyond the mission’s original plan.

New Horizons Sends More Postcards from Pluto

We have stared slack-jawed at the images and discoveries from last year’s Pluto flyby, but the fact is that most of the data that New Horizons collected remains on board the spacecraft. In 2016, we’ll see a steady release of new pictures — and very likely some expanded answers to longstanding questions.

Mars Missions March Forward

With five of our missions continuing their Martian quests, 2016 should be a good year for discoveries on the Red Planet.

Mercury Transits the Sun

A transit is a very rare astronomical event in which a planet passes across the face of the sun. In May, Mercury will transit the sun, on of only thirteen Mercury transits each century on average.

LRO Keeps an Eagle Eye On the Moon

The Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) will extend its run in 2016, scanning the moon’s surface with its sharp-eyed instruments, investigating everything from lava tube skylights to changes at the Apollo landing sites.

Spacecraft Fly Under Many Flags

Our partner agencies around the world will be flying several new or continuing planetary missions to destinations across the solar system:

Technology Demonstration Missions Push the Envelope

We’re always looking for new frontiers on distant worlds, as well as the technology that will take us there. This year, several missions are planned to take new ideas for a spin in space:

Make sure to follow us on Tumblr for your regular dose of space: http://nasa.tumblr.com