Su 30 persone che son venute finora, due volevano votare senza tessera elettorale, una voleva votare con la tessera del marito, uno ha cercato di buttare la matita nell’urna, due sono usciti dalla cabina con la tessera aperta e svolazzante, una si è infilata nello spazio tra la cabina e il muro, e uno si è impuntato per votare qua anche se era in un’altra sezione.

Sono le 9 e mezza, e c’è da arrivare alle 11 di stasera.

Io devo smetterla di fare lo scrutatore. Mi levano a forza quella poca fiducia che ancora mi rimane nel genere umano.

Giornoooo, kon ho una domanda inportante tema sci-fi. Sto guardandola la serie di expance non so se ha presente… Guardando le ultime puntate non riesco a capire perchè le astronavi viaggino al contrario… Cioè con il sistema di propulsione che tira quest’ultima anzichè spingerla… Mi può aiutare a capire?

proust2000:

gigiopix:

kon-igi:

Non conosco la serie e conosco poco tutta la bella magia teorica dietro alle varie velocità curvature e teletrasporti quantici…

Però ho proprio la persona che fa per te:

@gigiopix

Immagino che tu stia parlando della manovra “Flip And Burn”.

In realtà quando si vede una navetta col motore davanti che sembra trainarla, non la sta spingendo, la sta FRENANDO.
L’Epstein Drive usato in The Expanse, infatti, è una modifica di un vecchio motore a fusione, che oltre a ottimizzarne in consumi, riesce a spingerlo fino a 15G.

Ma si tratta di una accelerazione, non di una velocità. Ovviamente per andare da un punto A ad un punto B, poter avere una rampa di accelerazione molto ripida, significa arrivare molto prima alla velocità massima, e quindi ridurre il tempo di percorrenza totale. Però se non ti vuoi schiantare contro l’obiettivo, devi anche decelerare poi.

Ecco perché in genere le navette con Epstein Drive seguono una curva di velocità quasi triangolare, dove nella prima meta’ accelerano ininterrottamente, poi a meta’ del percorso si girano, rivolgono il motore in avanti, lo riaccendono (”Flip and Burn”), e decelerano ininterrottamente fino a tornare alla velocità di manovra.

image

In realtà ho detto “quasi” per due motivi. Il primo è che la forma triangolare della rampa dipende dipende dalle distanze da percorre. Se sono sufficientemente lunghe da permettere un certo tempo intermedio alla velocità massima, la navetta, raggiunto quel punto, SPEGNE il motore, e continua per un tratto alla velocità (costante) già raggiunta. In tal caso il profilo assume una forma trapezoidale.

image

Il secondo motivo è che anche se la rampa triangolare/trapezoidale ha una efficienza maggiore, in termini di tempo di percorrenza, spesso le brusche variazioni di accelerazione nei punti di spigolo della curva, sono dannose sia per gli umani a bordo, sia per il motore stesso e per la navetta, in termini di sollecitazioni meccaniche  (come si vede nel video sopra). Per ridurre questi “strappi” (non a caso la derivata dell’accelerazione si chiama jerk), viene introdotto un profilo a S, dove il triangolo o il trapezio risultano leggermente “stondati” alle estremità. Questa stondatura sono tratti a jerk costante, ovvero ad accelerazione variabile in modo lineare.

image

Detto questo, non entro nel merito degli effetti dei 15G sul corpo umano, delle contromisure che prendono in The Expanse, e nemmeno del fatto che tali navette in realtà, in condizioni normali, non superano quasi mai 1G di accelerazione.

In ogni caso il principio non cambia: se acceleri per raggiungere una certa velocità, devi decelerare per tornare alla velocità di partenza. E per decelerare devi girare la navetta, e accendere i motori in direzione opposta a quella di avanzamento.

La Simens fa gli Epstein drive? Non lo sapevo…

La Siemens è come il prezzemolo, la trovi dappertutto 😀

Comunque, chiarisco un altro paio di cose, che mi sembra di essere stato molto superficiale:

1) Nel caso della
rampa trapezoidale, la velocità massima di cui parlavo non è data
da limiti fisici della navetta, ma soltanto, banalmente, dalla
quantità di carburante a disposizione. Si consuma carburante solo in
fase di accelerazione e decelerazione, si può portare a bordo solo
una quantità finita di carburante, ergo le fasi di accelerazione e
decelerazione possono avere solo una durata di tempo finita, e
coprire quindi solo fino a una certa distanza. Tutto lo spazio in eccesso
viene percorso a motore spento, a velocità massima, costante.

2) Io ho
semplificato molto parlando di rampa a S, ma in realtà di profili di
accelerazione ce ne sono tantissimi. Sono tutti meno efficienti di un
profilo trapezoidale puro, ma sono anche tutti più morbidi,
sollecitano meno la navetta, sono più tollerabili dalle persone a
bordo, e rendono più progressivo lo sforzo al quale vengono
sottoposti i motori. Vediamo qualche altro esempio.

Profilo cubico: in
questo caso si intende cubico in spazio, quindi quadratico in
velocità. La curva assume la forma di una parabola, ha una curvatura
più dolce nel punto centrale, ma ha ancora una botta d’accelerazione mostruosa all’inizio e alla fine.

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Profilo polinomiale
di quinto grado: in questo caso la curva assume una forma a campana
di quarto grado, rimanendo cubica in accelerazione, e quindi quadratica nel jerk. E’ piu smooth in tutto e per tutto rispetto a
una cubica in spazio, ma come vedete dalla forma, a parità di tempo
e velocità massima, l’area sotto la campana e’ minore rispetto all’area sotto al trapezio, per cui
lo spazio percorso (l’integrale della velocità è lo spazio)
sarà minore. Ci si mette di più, insomma.

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Profilo cicloidale,
(detto anche curva Seno): in questo caso sia velocità che
accelerazione e jerk seguono una curva a seno/coseno. Una via di
mezzo tra i due profili precedenti, diciamo.

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E niente vabbe’,
la smetto che mi sto facendo prendere troppo la mano 😀 Vi risparmio
le traiettorie armoniche, quelle per sviluppo da serie di Fourier,
quelle composte ad accelerazioni multiple, e tutte le altre 😀

(Non so se si nota che oggi ero al seggio, e domani dovro’ fare altrettanto. Tutto il giorno con un branco di peorai che parlano solo di pallone e pettegolezzi del paese, a spiegare ai vecchi che non devono buttare la matita nell’urna e che devono piegarla, la scheda. Sto cercando di prepararmi psicologicamente.)

Giornoooo, kon ho una domanda inportante tema sci-fi. Sto guardandola la serie di expance non so se ha presente… Guardando le ultime puntate non riesco a capire perchè le astronavi viaggino al contrario… Cioè con il sistema di propulsione che tira quest’ultima anzichè spingerla… Mi può aiutare a capire?

kon-igi:

Non conosco la serie e conosco poco tutta la bella magia teorica dietro alle varie velocità curvature e teletrasporti quantici…

Però ho proprio la persona che fa per te:

@gigiopix

Immagino che tu stia parlando della manovra “Flip And Burn”.

In realtà quando si vede una navetta col motore davanti che sembra trainarla, non la sta spingendo, la sta FRENANDO.
L’Epstein Drive usato in The Expanse, infatti, è una modifica di un vecchio motore a fusione, che oltre a ottimizzarne in consumi, riesce a spingerlo fino a 15G.

Ma si tratta di una accelerazione, non di una velocità. Ovviamente per andare da un punto A ad un punto B, poter avere una rampa di accelerazione molto ripida, significa arrivare molto prima alla velocità massima, e quindi ridurre il tempo di percorrenza totale. Però se non ti vuoi schiantare contro l’obiettivo, devi anche decelerare poi.

Ecco perché in genere le navette con Epstein Drive seguono una curva di velocità quasi triangolare, dove nella prima meta’ accelerano ininterrottamente, poi a meta’ del percorso si girano, rivolgono il motore in avanti, lo riaccendono (”Flip and Burn”), e decelerano ininterrottamente fino a tornare alla velocità di manovra.

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In realtà ho detto “quasi” per due motivi. Il primo è che la forma triangolare della rampa dipende dipende dalle distanze da percorre. Se sono sufficientemente lunghe da permettere un certo tempo intermedio alla velocità massima, la navetta, raggiunto quel punto, SPEGNE il motore, e continua per un tratto alla velocità (costante) già raggiunta. In tal caso il profilo assume una forma trapezoidale.

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Il secondo motivo è che anche se la rampa triangolare/trapezoidale ha una efficienza maggiore, in termini di tempo di percorrenza, spesso le brusche variazioni di accelerazione nei punti di spigolo della curva, sono dannose sia per gli umani a bordo, sia per il motore stesso e per la navetta, in termini di sollecitazioni meccaniche  (come si vede nel video sopra). Per ridurre questi “strappi” (non a caso la derivata dell’accelerazione si chiama jerk), viene introdotto un profilo a S, dove il triangolo o il trapezio risultano leggermente “stondati” alle estremità. Questa stondatura sono tratti a jerk costante, ovvero ad accelerazione variabile in modo lineare.

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Detto questo, non entro nel merito degli effetti dei 15G sul corpo umano, delle contromisure che prendono in The Expanse, e nemmeno del fatto che tali navette in realtà, in condizioni normali, non superano quasi mai 1G di accelerazione.

In ogni caso il principio non cambia: se acceleri per raggiungere una certa velocità, devi decelerare per tornare alla velocità di partenza. E per decelerare devi girare la navetta, e accendere i motori in direzione opposta a quella di avanzamento.

Questa
è un’infografica del Sole 24 Ore riguardo alla riforma fiscale che il
governo Conte dovrebbe varare, la cosidetta Flat Tax.
Praticamente,
per le famiglie di lavoratori e operai  che dichiarano fino a 50.000
euro l’anno (la maggior parte delle famiglie di lavoratori dipendenti
non superano i 32.000 euro) NON ci sarà alcun tipo di risparmio fiscale.

Questo comincia invece a diventare significativo
per i redditi familiari sopra i 50.000 euro e si trasforma in un
mega-risparmio fiscale per le famiglie con redditi dichiarati sopra i
200.000 euro.
Considerato che Tria pare abbia già anticipato che la
riforma verrà finanziata attraverso l’aumento dell’IVA, in buona
sostanza la riforma fiscale, la Flat Tax, sarà un enorme regalo di
denaro per ricchi e super-ricchi finanziato attraverso la diminuzione
del potere d’acquisto dei salari e degli stipendi dei lavoratori e dei
redditi di un parte di ceto medio impoverito, che neanche l’organo
d’informazione di Confindustria riesce a nascondere o dissimulare.
La prima mossa del governo giallo-verde sarà una dichiarazione di guerra contro i lavoratori.

(via Andrea Davolo, su FB. Qua, invece, l’articolo originale del Sole 24 Ore)

Mauretto non lo sa

pgfone:

Nel periodo della campagna olearia (ottobre/Dicembre) in cui sono sparito da tumblr è successo un’episodio che non posso non raccontarvi:

Premetto che è stata una campagna olearia difficile sia dal punto di vista della raccolta (perchè le olive stavano un po’ qua e un po là) sia dal punto di vista estrattivo perchè con la grande siccità le particelle di olio erano particolarmente coese con la polpa (detta proprio a la pecoreccia eh) e così la macchina che tira fuori l’olio dalle olive il decanter  andava in grande difficoltà, ingozzandosi e calando repentinamente di giri, il problema lo abbiamo risolto aggiungendo acqua alla pasta di olive prima di entrare in questa macchina cosa che però è il male minore, non la soluzione, perchè con l’acqua vanno via gran parte degli aromi dell’olio e soprattutto le sostanze fenoliche (sempre spiegato a la volemoce bbbene eh). E così stiamo li in frantoio io e Mauretto (super tecnico dei macchinari) e arriva una partita di olive particolarmente asciutta, con ste olive porelle tutte raggrinzite e dico a Mauretto, “Maurè stacce attento che le vedo secche ste olive” e lui “seeeee seeeeee ntè preoccupà ho trovato un sistema adesso che è una bomba” iniziamo a passare queste olive e dopo 10 minuti tutto ok, olio limpido, macchine che lavorano a pieno ritmo, e Mauretto che mi fa l’occhiolino da lontano, ma dopo altri 10 minuti inzio a vedere che il decanter cala piano piano di giri, in maniera impercettibile 3500, 3490, 3485… così vado la da Mauretto e gli faccio, “rallenta Maurèèè che lo vedo calà di giri, finisce che si riempie tutto”, e lui: nooooo, nooooo te dico de stà tranquillo Giù tutto sotto controllo”, ma dopo altri 10 minuti “fiuuuuuuuuuuu”, rumore tipo jumbo jet che entra nel frantoio “fiuuuuuuuuuuuuuuuuu” calo repentino di giri del decanter, 3400, 3300, 3000, macchine in allarme, olio putrido, tutto ingolfato, Mauretto inizia a smadonnare “mannaggia quella porcona della mm…… porco …… mannnaggia quella puttanona della m…… ma guarda tu porco…… 

faccia della ragazza di Mauretto O.O

faccia mia O.O

muso del gatto O.O

faccia del cliente O.O O.O O.O O.O

il cliente è il capo del convento, ma Mauretto non lo sa.

Pensieri sparsi

spaam:

Viaggiando con i bimbi ho imparato alcune cose semplicissime: spostarsi per lunghi tragitti, fare viaggi lunghi, li destabilizza e la cosa è normale. Hanno paura, non sanno dove si va, anche se glielo hai spiegato, ma non hanno la percezione dello spazio-tempo come noi adulti. Per loro Italia, Austria, Roma, Milano, vuole dire tutto e niente.

Così, spesso, tendono a fare domande, tante. Dove stiamo andando, quanto manca, perché, quando torniamo. Esorcizziamo le paure, facendo domande.

Sono fragili i bambini e in quel momento te lo mostrano senza nessun filtro. Per questo motivo, ogni volta che si parla di migranti, penso alle domande che faranno/fanno quei bambini ai loro genitori. Sempre. È come un chiodo fisso e provo ad empatizzare, per quanto stupido possa sembrare, con quegli adulti che cercano delle risposte.

I bambini sotto i 3 anni, come diceva Galeano, sono tutti pagani perché tendono a salutare gli oggetti: ciao albero, ciao altalena, ciao cane. Quando l’oggetto non ritorna, quando perdono quel contatto, quella routine, si agitano: dov’è finito, si chiedono e ve lo chiedono in continuazione. 

A. insegna il tedesco ai rifugiati siriani, qui a Vienna. Gente, spesso, con più di 50 anni e che si deve mettere a studiare il tedesco, da zero. Per altri, invece, bisogna fare prima un vero e proprio lavoro di alfabetizzazione. I corsi sono obbligatori. Ad ora credo siano più le parole arabe imparate da lei, che non quelle tedesche da loro!

Una ragazza di Teheran, ad un suo amico, l’altra volta gli ha fatto “Ma tu credi che noi andiamo ancora in giro con i cammelli?”. Hai ragione, non ne sappiamo un cazzo e continuiamo a non volerne sapere un cazzo.

Il mio studente olandese si laurea con un supervisore italiano, davanti ad una commissione di francesi e austriaci. È carino, con i suoi goffi 23 anni. L’altra sera eravamo fuori a bere e c’era il solito gruppetto di slavi che suonava Guantanamera, indossando le magliette del Barca. Non sapevano cosa fosse una Guantanamera, né tanto meno Guantanamo e no, non è una città della Spagna, né tanto meno un tormentone estivo. Ma è giusto così, mi piace sentirmi più vecchio di quello che sono. 

Sto lavorando parecchio con risultati pessimi. In compenso mi sono ammalato un sacco di volte. Il mio sistema immunitario fa schifo, o forse è il cambio di posto e mi sto facendo tutti i vari ceppi virali che in USA non c’erano. Però la mia vita sociale è partita subito col botto. 

A Maggio mi sono venuti a visitare il mio migliore amico – dal Brunei – e i nostri amici, dal Nebraska. Daniele l’ho ascoltato per 4 giorni di fila raccontarmi tutti i suoi spostamenti tra Brunei, Singapore (dove vive la sua ragazza), Cina, Borneo, Thailandia, di nuovo Brunei. M’ha detto che i cessi pubblici, in Cina, sono in pratica una canale unica, separati da muretti bassi. In pratica, tu caghi accovacciato sopra un buco, dove sotto passano tutti gli stronzi di quelli a monte e però come ti giri con la testa, puoi vedere i vicini. Ci puoi parlare, intavolare conversazioni, passarci il tempo. Tanto state cagando tutte e due! Nel Brunei, invece, è vietato l’alcol. È un sultanato! Così deve andare avanti e indietro per comprarsi l’alcol. Un po’ come tutti gli altri europei della zona. Pochi. Questo significa che il suo passaporto c’ha 50 pagine, ormai già piene. O quasi. Eh so problemi pure quelli. Dal suo lavoro, invece, davanti c’ha la foresta – è un botanico – e l’altra volta mi spiegava che per entrarci, doveva guadare tipo un canale con l’acqua fino alla ginocchia, per alcuni metri. Aveva piovuto tanto i giorni prima e pare che il canale avesse esondato e sì, insomma, c’erano i coccodrilli. Qualcuno ne aveva avvistato qualche esemplare. Ma sono piccoli. Ma sempre coccodrilli!

In fondo al tunnel ci siamo già, basta solo trovare il coraggio per uscirne fuori.

thec8h10n4o2:

Io conosco “Alla fine, due metri di terra bastano a tutti”. Vi immaginate se in futuro arrivassero a qualcosa di simile all’immortalità e accadesse quello che accade oggi con medicine e cure varie?

OK basta sci-fi, passiamo ai libri porno.

“In Time” ed “Altered Carbon”, su Netflix 🙂