L’astrologa di Reagan: quando la pseudoscienza influenza il potere

scarligamerluss:

Nel 1986 il summit di Reykjavik fra il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e il premier sovietico Mikhail Gorbaciov decise i destini del mondo. In quell’incontro giocò un ruolo fondamentale una donna, Joan Quigley. Fu lei a scegliere l’orario della partenza di Reagan per Reykjavik. Il capo di gabinetto della Casa Bianca di allora, Donald Regan, racconta che quasi ogni decisione e ogni spostamento importante, compresa la firma dei trattati sulle armi nucleari, dipendeva dall’approvazione dalla Quigley, che aveva potere di veto sugli orari di tutte le conferenze stampa presidenziali e indicava quando era sicuro viaggiare e quando organizzare un summit [video; video]. Joan Quigley era l’astrologa di Ronald Reagan.

L’uomo più potente del mondo, l’uomo che aveva il dito sul pulsante di lancio dei missili nucleari capaci di distruggere l’umanità, si faceva consigliare da una donna che arrivò a dirgli di evitare l’antagonismo con Gorbaciov perché i due avevano in armonia un pianeta in Acquario [Huffington Post, 2014].

Quando la CIA venne a sapere che la moglie di Reagan, Nancy, discuteva le relazioni fra Stati Uniti e Unione Sovietica con la Quigley su linee telefoniche non protette ci fu il panico.

L’astrologa di Reagan: quando la pseudoscienza influenza il potere

ciao Doc, è tipo una settimana che confondo i giorni. fino a ieri pensavo che oggi sarebbe stato il 15 (pur sapendo che lunedì 10 mi avrebbero dovuto consegnare un pacco e che ieri era il 9). ora ho guardato un evento che la settimana prossima ma ero convinta che fosse questa. la mia domanda è: ho diritto alla mutua? e alla disabilità? ci sono gruppi di auto aiuto? grazie!

iceageiscoming:

kon-igi:

Scusa, chi sei?

E perché lo schermo è tutto blu-cielo-al-crepuscolo e ci sono riquadri bianchi dove la gente mi chiede cose che non so come se invece le dovessi sapere?

E soprattutto… chi cazzo sono Justin Bieber e Harambe? E dov’è finito MacGyver?

Eccolo:

Andrea Pomella: Loro non si integrano

heresiae:

myborderland:

C’era questa persona che si lamentava: “Loro non si integrano”, e io che ribattevo: “Che intendi con non si integrano?”, e questa persona: “Non danno confidenza a nessuno, non guardano i programmi che guardiamo noi in Tv, ascoltano musica che ascoltano solo loro”, e quindi ci ho pensato un momento: “Mi sa che manco io mi sono integrato”.

oh, io è una vita che non mi integro.

Ma nel senso che hai un punto di discontinuità nell’intervallo di integrazione?

Andrea Pomella: Loro non si integrano

Ecco un riassunto facile delle attuali e future navicelle spaziali per equipaggi umani, attualmente in uso o in fase avanzata di progettazione.
Dall’alto verso il basso avete tre rappresentazioni della navicella:

1) struttura intera, con anche il modulo di servizio, così come sarà lanciata nello spazio. Qui viene indicato anche il peso della navicella
2) navicella da sola, con anche il diametro alla base
3) volume interno e il numero di persone che possono portare.

Le navicelle sono divise in due gruppi.

A sinistra le 2 che sono attualmente in uso e sono le uniche che oggi possono portare umani nello spazio: Soyuz-MS della Roscosmos (Russia), e Shenzhou della CNSA (Cina).

Nel secondo gruppo abbiamo le future navicelle:

1) CST-100, della Boeing.
2) Dragon V2, della SpaceX
–> queste due (primi lanci previsti nel 2018 per entrambe) sono state create grazie ad un programma di sviluppo commerciale finanziato dalla NASA per incoraggiare compagnie private a lavorare per servizi di lancio orbitale. In questo stesso programma ci sono anche compagnie che lanciano per adesso navicelle non per umani, ma con cargo (anche se hanno piani per umani nel loro futuro), come Orbital ATK e la navicella Cygnus, e SierraNevada, e la navicella DreamChaser.

3) Orion, della NASA
4) Federation, della Roscosmos
—> queste invece sono state create per il ritorno di equipaggi umani nello spazio profondo. Man mano che i lanci orbitali diventano più comuni, e passano nelle mani dei privati, le agenzie governative iniziano a preparare i piani per progetti più ambiziosi, post-ISS, come viaggi verso la Luna, asteroidi e Marte.
La Orion è già stata lanciata e testata una volta nello spazio, e si prepara per il suo primo volo lunare nel 2018. La Federation è in fase avanzata di progettazione, ma il budget della Roscosmos è molto limitato al momento e non è del tutto chiaro quando sarà lanciata. I piani sono di averla pronta nei primi anni ‘20 al più tardi.

Infine, ci sono anche altri che hanno piani per navicelle umane nel loro futuro: La ESA sta lavorando in quella direzione, grazie al progetto PRIDE, successore di IXV, che dovrebbe permettere di gettare basi più solide per progettare uno shuttle con equipaggi umani.
La Cina sta progettando un’erede più grande della sua attuale navicella, per permettere il lancio di astronauti verso la Luna nel prossimo decennio.
L’India sta lavorando sia ad una capsula che ad uno shuttle per il suo futuro, con piani per il lancio del primo astronauta proprio tra pochi anni
L’Iran ha mostrato all’inizio dell’anno il prototipo per una navicella sub-orbitale.
E per voli sub-orbitali ci sono anche la capsula della BlueOrigin e l’aereo della Virgin Galactic, per voli turistici.
E per concludere in bellezza, ci sono anche lavori da parte di un team chiamato Copenhagen Suborbitals, creato solo da appassionati che ci lavorano nel tempo libero, che sta lavorando ad un razzo e capsula per lanci sub-orbitali dall’Europa. 

(via Link2Universe)

Dropbox, Google Drive and Microsoft OneDrive cloud services blocked in Turkey following leaks – Turkey Blocks

autolesionistra:

TURKEY has blocked access to Dropbox, Microsoft OneDrive and partially restricted Google Drive cloud file sharing services popular on mobile phones as well as in education, business, legal and press industries, following the leak of a set of private emails allegedly belonging to Minister of Energy and Natural Resources Berat Albayrak who is also the son-in-law of President of Turkey Recep Tayyip Erdogan by hacktivist group Redhack.

At the time of writing, Saturday 8 October, both Google Drive and Dropbox services were issuing SSL errors, indicating intercepted traffic at the national or ISP level.

Pare ci sia finito in mezzo pure github (che mi pare un segnale peggiore del resto). A parte le considerazioni più ovvie su censure e censurette (separando quindi il concetto del condividere una cosa da quello di dove mettere le proprie) è sempre un buon momento per ricordare che

(via)

Bloccare github, dropbox et similia per cercare di evitare un leak, mi sembra un po’ come chiudere le autostrade per impedire la fuga di un uomo a cavallo.

Dropbox, Google Drive and Microsoft OneDrive cloud services blocked in Turkey following leaks – Turkey Blocks

58book:

2. Tra la “Juilliard School” e la Bovisa

Il primo giorno di lezione incominciò con una lezione di figura
disegnata. Sedeva in cattedra un famoso artista della città che per me non era
affatto famoso e se vogliamo essere precisi fino in fondo non sedeva nemmeno in
cattedra,  ma era appoggiato ad un
cavalletto da pittore in un angolo della sala foderata di moquette blu. La sala
era un luogo affascinante una via di mezzo tra la “Juilliard School” di New
York City e un Circolo del Proletariato Giovanile della Bovisa, solo che io non
sapevo cosa fossero né la “Juilliard School”, né il “Circolo del Proletariato
Giovanile” a me sembrava solo un bel posto e continuai ad esse abbagliato dalla
moquette per mesi e mesi. Il professore (che avrei dovuto abituarmi a chiamare
docente), si chiamava Bruno Lander e non aveva la giacca e la cravatta ma un
maglione alla dolcevita blu come la moquette che provocò nella mia mente
confusa delle strane associazioni che poi qualcuno mi disse che sarebbero state
pane per i denti di un tale Dr. Freud. Ma io non conoscevo nemmeno lui. La
caratteristica della sala, oltre alla moquette blu, era costituita dal fatto
che fosse qualcosa di molto diverso da un aula scolastica; era cosparsa di
cavalletti per la copia dal vero, sulla moquette erano posizionati
parallelepipedi di varie dimensioni ma soprattutto nella sala facevano lezione
più classi contemporaneamente e, naturalmente, di materie diverse. Mentre io
ero imbambolato ad ascoltare  Bruno
Lander, sentivo in sottofondo le spiegazioni del Professor Paolo Faustino
Belletti, detto il Maestro; veramente il professor Belletti  che più che spiegare, cantava. Era un melomane
incallito e un poeta mancato; a dire il vero era mancato un po’ in tutto, ma
era convinto di essere esattamente tutto quello che non era. In un altro angolo
della sala teneva banco Stefania Lalla De Ambus detta Lalla. Nel sovrapporsi
delle parole di Lander, delle romanze di Belletti, non riuscivo a capire quale
materia stesse spiegando. In realtà non stava insegnando nessuna materia poiché
non era un’insegnante, Lalla era la rappresentante del “Movimento Studentesco”
ed era lei che spiegava agli insegnanti cosa andava e cosa non andava nel
liceo.A me sembrava di essere capitato nel posto sbagliato che poi
da un’ottica diversa mi sembrava essere il posto giusto, ma abituato alla
scuola media-lager dalla quale provenivo, mi trovavo ad essere in uno stato di
totale confusione mentale. Avete presente quando si sale una scala e si pensa
di dover fare l’undicesimo gradino mentre i gradini sono dieci? Ecco io mi
sentivo così.Nella sala blu, la
chiamo così per comodità ma anche perché mi ricordava più un hotel des alienés che una scuola, ci
rimasi per circa due mesi. Di quei giorni ricordo altre due cose, oltre al
colore della moquette: i vestiti dei compagni di scuola, i suoni delle parole.
Era evidente che i pantaloni Facis li avessi solo io; quel che è peggio è che
avevano un motivo pied de poule che
secondo i canoni estetici dei miei genitori era molto adatto, non solo per
frequentare un liceo, ma sopratutto ad andare “su in città”, vale solo la pena di ricordare che la città della pianura ha una
parte bassa (dove stanno i poveri), e una parta alta (dove stanno i ricchi),
che non si tratta poi di una grande invenzione. I miei compagni di liceo erano
quasi tutti ricchi e rigorosamente vestiti da poveri, mentre i pochi poveri
cercavano di vestirsi da ricchi. Erano le contraddizioni della società, mi
spiegarono in seguito. Gli oggetti di culto erano l’eskimo, il montgomery e il
loden. Lalla indossava un eskimo verde di tre taglie più della sua, il
professor Monia, barbuto radical-chic
(stavo imparando una sacco di parole nuove), oltre ad un sigaro Habana in bocca,
indossava un montgomery; lui metteva i giornali in tasca col titolo del
giornale in bella vista (l’Angelica non mi permetteva nemmeno di mettere le
mani congelate nelle tasche del paletot).
Di quei giornali conoscevo solo “l’Unità” che mio padre diceva che
era meglio non leggere visto che lui era stato cacciato dall’aeronautica
proprio perché suo padre leggeva l’Unità, boh cose misteriose della famiglia
che non capivo bene. Gli altri giornali che spuntavano dalla tasca erano molto
misteriosi: “Servire il popolo”, “Il Manifesto”,
“Lotta Continua”. Io a casa avevo visto per anni il nonno Giovanni
leggere “La Gazzetta del Popolo” dove si parlava sempre di donne di
Torino che volavano giù dal terzo piano pulendo i vetri o persone che cadevano
sul selciato ghiacciato. Sui giornali che spuntavano dalla tasca del professor
Monia invece si leggevano titoli con parole che non avevo mai sentito come,
“lotta di classe”, “autogestione”, “autonomia operaia”. Erano parole da eskimo e non da pantaloni Facis. Poi c’era chi
portava il loden. Un cappotto verde leggermente scampanato sul fondo che veniva
dal Tirolo. Di solito lo indossavano i professori di matematica e qualche
studente che però veniva subito sospettato di essere un “fascista”
anche se mio nonno Giovanni mi aveva sempre detto che i fascisti vestivano in
“orbace” e con la camicia nera. Insomma ero in preda anche ad una certa
confusione stilistica, oltre a tutto il resto.

(Seconda puntata.Continua)